Deadline-Induced Panic - Algorythm

Deadline-Induced Panic - Algorythm

Formatisi nel 2016 a Roma, i Deadline-Induced Panic vengono da un'idea di Francesco Marchini ed Elisa Mariotti, che per espandere i propri orizzonti musicali attraverso nuove sonorità, iniziano a suonare con la chitarrista Anna Muscatello ed il batterista Davide Rufo. Dal loro incontro scaturisce un sound elegante e d'impatto, che coniuga sonorità elettroniche ad una scrittura essenzialmente pop/rock.
Dopo aver pubblicato il primo omonimo EP "Deadline-Induced Panic", seguiti da Mattia Schroeder, realizzano una moltitudine di concerti in tutta Italia, passando persino per le selezioni di X-Factor 11, ove riescono ad arrivare alla fase dei Bootcamp.
È l'estate del 2017 che li vede firmarecon l'etichetta Saetta Dischi, per la quale pubblicano il primo LP ''Algorythm'', anticipato dal singolo "Wednesday".
Apre il disco proprio "Wednesday", un brano tra lo psichedelico ed il rock, caratterizzato da un certo gusto anni 80' che ben accoglie la vocalità decisa ma dolce della Mariotti. La seconda traccia è una canzone romantica, quasi pop: prende il titolo di 'In my soul, in my veins' e vede l'intreccio di una voce maschile - quella di Francesco Marchini - e di una voce femminile - quella di Elisa Mariotti- e quindi l'intreccio più contrastante e più bello. I Deadline-Induced Panic sono ragazzi molto giovani e 'Fake world' rispecchia un po' il mondo in cui essi stessi vivono ed hanno sempre vissuto, sempre più plagiato dalle realtà virtuali che pian piano stanno soffocando la nostra umanità. A cambiare verso e direzione all'ascolto è 'I Got Swing', che unisce elettronica e tastiere, mixandole con le due vocalità avvolgenti della band scandite da una sezione ritmica in grado di svegliare chiunque; lo stesso obiettivo sembra essere quello di 'Old beat' quello che ''it's killing us softly'. Più morbido ma sempre in stile anni '80 è 'E-waltz', appunto un waltz elettronico, portato dal passato al presente, arzigogolato e profondo. Questa band ha un grande talento: sa sperimentare e prendere il lato migliore da ciò che la influenza. L'esempio più lampante lo vediamo/ascoltiamo in 'We have grown', in cui si sente la contaminazione di gruppi come Of Monsters and Men e degli MGMT. A chiudere Algorythm è un brano dal gusto onirico, 'You can't give me back', che mostra un altro interessante lato della band, quello intimista.
Algorythm è un disco che si lascia ascoltare con piacere, suscitando riflessioni e una sensazione simile ad una carezza donataci da una folata di vento proveniente direttamente dal mare. I Deadline Induced Panic si prospettano un futuro florido, che non si fermerà di certo di fronte ai talent.




algorythm, deadline induced panic, Recensione

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